domenica 12 maggio 2013
Dopo l'enorme successo del coin-op di Golden Axe era abbastanza scontato che la Sega pubblicasse un seguito, nessuna si aspettava però che i programmatori cambiassero completamento il contesto con quello che molti considerano la versione in salsa sci-fi di Golden Axe , e cioè Alien Storm.
Le similitudini tra i due giochi non sono poche: 3 personaggi principali dotati di diverse armi , gameplay molto simile, energia da raccogliere per riempire la barra della smart bomb ecc.., certo Alien Storm si avvale di diversi miglioramenti grafici grazie all'uso della potente scheda System 18 e anche il gameplay è stato reso più vario grazie a nuove mosse, ma alla fine sembra davvaro di giocare un Golden Axe ambientato nel futuro.
Alien Storm viene pubblicato nel 1990 ed è il secondo gioco dopo Shadow Dancer a usufruire della scheda System 18,scheda nata per sostituire l' ormai obsoleta ( per la Sega ) System 16.
Il flyer jap del gioco Il cabinato a 3 giocatori
Le recensioni dell'epoca:
CVG ita gli dedicò uno speciale di ben 4 pagine:
Riuscire a creare un gioco anche soltanto paragonabile ad un mito come Golden axe non era facile, con Alien Storm non si può certo dire che lo sforzo produttivo non sia stato notevole da parte della Sega, la grafica è veramente maestosa e giocato in tre risulta veramente divertente; nel tempo però il gioco anche se ritenuto dalla critica e dai giocatori un ottimo picchiaduro non è riuscito a guadagnarsi quello stato di "cult game" come invece era successo per Golden axe.
A differenza di Shadow Dancer, stavolta la Sega è riuscita a sfruttare la system 18 come si deve, la grafica è piena di zoomate e sprite scaling, gli sprite sono colorati ottimamente e non ci sono mai rallentamenti.
Un applauso ai grafici della Sega per essere riusciti perfettamente a rapresentare in modo schifoso e raccapricciante le varie bestie aliene, le animazioni poi sono favolose e fa un certo effetto vedere un essere umano che si trasforma in un alieno oppure il nostro personaggio che viene ingoiato da un essere pieno di teste e tentacoli.
Le sezioni in soggettiva sono l'aspetto più impressionante del gioco, tutto si muove in parallasse e le zoomate con cui i mostri vengono verso lo schermo sono fluidissime, queste sezioni sono le più frenetiche e caotiche del gioco, un esempio è il supermercato del primo livello, la scena è piena zeppa di mostri che sputano gas velenoso e zoomano verso di voi, mentri gli scaffali esplodono lanciando le lattine verso lo schermo (ottimo l'effetto)...il tutto è veramente impressionante.
Oltre al picchiaduro e alle sezioni shooter in soggettiva, la Sega ha introdotto delle brevi sezioni di corsa dove dovrete sparare agli alieni,certo non sono niente di sconvolgente, ma lo scrolling e veloce e fluido e servono più che altro a variare un po' l'azione.
Forse la Sega si poteva sforzare un po' di più nel diversificare il bestiario, ma gli alieni che ci sono svolgono egragiamente il loro compito e, alcuni sono veramente originali, esempio quelli che si nascondono nelle cabine del telefono o sotto i vasi dei fiori!, si sente la mancanza però di qualche boss di fine livello in più, nel gioco c'è ne soltanto uno...certo le tre trasformazioni sono veramente spettacolari ma un solo boss è veramente troppo poco.
Per quanto riguarda il gameplay, la Sega ha ripreso le basi della meccanica di gioco di Golden axe aumentando la tipologia di mosse da effettuare, è stata però eliminata qualsiasi tipo di presa in favore di una giocabilià più veloce e frenetica.
Le magie di diversa potenza sono state sostituite da smart bomb che consumano una determinata quantità di energia, rispetto a quelle di Golden axe sono meno spettacolari ma ugualmente divertenti da usare, pensate che il robot come smart bomb fa esplodore la propria testa!, anche la testata nucleare della donna non scherza comunque.
La longevità che era l'unico neo di Golden axe è stata fortunatamente aumentata, il gioco è lungo almeno il doppio e la difficoltà e settata a livelli ottimali, anche se le sezioni in soggettiva si vede che sono stata progettate per il gioco in doppio visto che colpire tutti i mostri che spuntano e assai difficile in single player.
Il sonoro è di buon livello e gli effetti sonori rispetto alla media dei giochi da bar sono piuttosto curati.
Delle schermate di gioco:
La presentazione del gioco
Tra un po' i nostri eroi riceveranno una richiesta di soccorso
La schermata di selezione Ogni livello ha una breve introduzione
La "famosa" cabina del telefono I livelli in soggettiva sono impressionanti
Le animazioni sono ottime
è caos sullo schermo La sezione in corsa
Altro breve intermezzo Qualche alieno è veramente buffo
Questi alieni sono veloci Oltre che il furgone avete in dotazione questo hovercraft
Altre sezioni in soggettiva
L'unico boss del gioco lo incontrerete a metà livello
La terza trasformazione Gli alieni invadono la città
Verso la fine del gioco dovrete abbattare questa astronave aliena
Alla fine sarete ingoiati da questo enorme alieno
L'ultimo livello è piuttosto difficile
Il combattimento finale contro l'enorme cervello
La sequenza finale
Nella giuria c'è una vecchia conoscenza
Alien Storm sono riuscito a finirlo usando un continue:
La jamma sono riuscito a trovarla in corea del sud, il suo valore è di 150 euro:
COMMENTO FINALE
Anche se non è una pietra miliare come Golden Axe, Alien Storm è uno dei migliori beat'em'up del 1990.
Graficamente è uno spettacolo per gli occhi e grazie al mix di generi il gameplay risulta vario e mai monotono.
GLOBALE 92%
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